Multicultura o intercultura?

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Il multiculturalismo non è la semplice immigrazione, ma una dimensione di pluralità culturale che presenta diversi livelli nella nostra società. La modernità genera il multiculturalismo, in quanto rompe le barriere, le ascrittività e mette in comunicazione culture che prima erano lontane. Il multiculturalismo ha origine dall’ingresso in una cultura, che ha di per sé una varietà interna, da parte di altre culture. Il termine multiculturalismo indica una compresenza che non dice niente sulle relazioni fra le culture che stanno insieme, per cui acquista rilevanza la parola interculturale. Andare “verso una società interculturale” significa prendere in considerazione le modalità dinamiche delle relazioni che si stabiliscono in una società in cui sono presenti etnie e culture diverse. Al di là della coesistenza si rivelano necessari, ai fini di un’interazione significativa, il dialogo non egemonico, la tolleranza e la comprensione reciproca. Solo se si ha una forte identità culturale si può veramente essere interculturali, perché chi è sicuro della sua appartenenza culturale ha una fiducia interna tale da poter anche correre il rischio dell’incontro – scontro.

P.M.

Agricoltura pulita

Il glifosato, commercialmente noto come Roundup, è l’erbicida più usato al mondo. Dal 1992 al 2012, in appena venti anni, il suo uso è cresciuto di 140 volte nei soli Stati Uniti. L’Italia, che ha il triste primato del maggiore consumo di erbicidi dell’Unione Europea, con valori di ben due volte superiori rispetto a quelli di Francia e Germania, è anche il Paese con il più alto numero di pesticidi riscontrati nelle acque di falda: ben 175 tipi diversi, con il glifosato tra gli altri. Maria Grazia Mammuccini, portavoce del Tavolo delle associazioni ambientaliste e degli agricoltori biologici (Aiab, Associazione per l’agricoltura biodinamica, Fai, Federbio, Legambiente, Lipu, Slowfood, Wwf), ha recentemente denunciato che: “Dopo il parere dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) che lo ha definito un probabile cancerogeno, l’Olanda sta mettendo al bando il glifosato mentre Francia e Brasile si accingono a farlo. Il Governo Italiano invece si è dichiarato a favore di un ‘uso sostenibile dei prodotti fitosanitari’ che prevede un ampio utilizzo di questi prodotti sotto l’etichetta della sostenibilità“. Nell’attesa di comprendere quale possa essere “l’uso sostenibile” di un cancerogeno accertato, io traggo le mie personali conclusioni. Dico a ogni agricoltore, professionista o amatoriale, di non comprare più il glifosato (commercialmente noto come Roundup) perché fa male, è tossico, è nocivo, è bioaccumulabile, è persistente, è cancerogeno. Se coltivate, fatelo in modo biologico. Altrimenti, lasciate a terra la zappa. Perché coi veleni non ne vale proprio la pena. G. B. (Riproduzione parziale dell’articolo “Faccio il nome”, in uscita sabato 11 aprile su: ilvolantinoditricase.it)

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Foto: G. B.

Camminare 8

Datemi la verità, invece che amore, denaro o fama. H. D. Thoreau

Quale che sia la tua verità, mentre cammini ti appare più nitida. Oh, se potessi avere la stessa loquace chiarezza di pensiero, quando sei fermo.

Tutto potresti fare, camminando; tutto potresti diventare. I propositi si materializzano, le conoscenze si dilatano, il cuore pompa tanto sangue quanto può contenerne, e ancora di più.

I piedi sono molle. Le braccia sono rami. La testa non pesa, no; ma è tutta nello sguardo di falco che penetra le cose e gli occhi altrui.

Cammini, sei seducente per forza di cose, e di gambe. Tutto ti è concesso. Non hai più due gambe, ma turbini di vento nelle cosce.

Cammini. Sei tutto quel che vuoi, annulli ogni pensiero retrogrado, ogni maleficio in forma di ricordo – e di ricorso.

Sei tuo, nulla ti appare vano, il dolore ti glorifica, le offese ti onorano, le ferite ti qualificano.

Camminare dà forza alle proposte, rinsalda legami neppure ipotizzati, muove le cose mentre noi stessi andiamo incontro alle loro sagome.

Camminare. Se potessimo sempre e solo camminare non vedremmo altro che letizia; non percepiremmo altro che piacere.

La sosta, in tali circostanze, sembra una superflua concessione fatta alla mortalità; ma si è immortali, camminando, come dei giovani spavaldi.

Camminare, in tali condizioni, non stanca neppure; ma prepara ad una più alta forma di impegno. Sole e stelle sono con te, quando cammini nella grazia del passo leggero e robusto che si fa coincidenza di vecchio e nuovo.

Allora, sì, la felicità non è solo ad un passo; è nei passi. In ogni passo. E sembra non dover passare, come il fiume che scorre è sempre fiume che scorre: la sua eternità è nel suo stesso mutamento.

Giovanni Bongo

Foto di: G. B.

Foto di: G. B.