Felicità?

Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile alle persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?

Lev Tolstoj

Cosa occorre per essere felici? Cosa? Cosa ci rende felici? Cosa? Cosa voglio? Cosa?

Oppure non si tratta di volere. Si tratta di potere. Di poter fare, dire, essere. Oppure non si tratta di potere. Si tratta di avere. Una casa, molti soldi, una moto, un amico, molti amici; una donna, un uomo, molte donne e molti uomini.

Oppure non si tratta di avere, ma di essere: più alti, più muscolosi, biondi, con gli occhi neri, mori, con gli occhi azzurri, con un seno più grande, con un seno più piccolo, più magre, più robusti, affermate, di successo, famosi, rispettate.

Oppure non si tratta di essere, ma di dare: dare cibo, dare speranza, dare ascolto, dare soldi, dare amore, dare figli, dare baci.

Oppure non si tratta di dare, ma di ricevere: ricevere cibo, ricevere ascolto, ricevere speranza, ricevere danaro, ricevere baci, ricevere amore.

Oppure non si tratta di ricevere, ma di qualcosa che proprio non so; cosa sarà? Forse un istante incantato, un tramonto infuocato, la laurea ottimale, l’amore speciale; la famiglia giusta, l’amico giusto, l’amica giusta, l’auto giusta, la bici giusta, la dieta giusta, lo psicoanalista giusto, il barbiere giusto, la città giusta, le scarpe giuste, il viaggio giusto, il regalo giusto, il libro giusto, la parola giusta, la musica giusta.

Oppure si tratta di cercare; oppure si tratta di trovare; oppure si tratta di dire; oppure di fare. Oppure si tratta di aspettare, forse di meditare, magari di pregare…

Cosa mi rende felice? Cosa ci rende felici? Cosa li rende felici?

Cosa è la felicità?

G. B.

nuovaera

Foto: G. B.

2 thoughts on “Felicità?

  1. La felicità, come condizione duratura, come stato perenne, forse, non esiste. Esistono i momenti in cui siamo stati o siamo felici. È l’ingenuità a permetterci di essere felici? La stupidità? L’autoconvinzione? Il senso del dovere nei confronti della dea fortuna, che ci ha baciati? Certo: ognuno ha i suoi motivi per essere felici, o per non esserlo. La felicità può nascondersi in un momento e venir fuori quando questo vien ricordato. Ma è una felicità triste… per un qualcosa che è passato, che è stato e non è più. La felicità può fermarsi ad aspettare tra i battiti di un sogno da realizzare. Ma è una felicità possibile… per un qualcosa che potrà essere ma che ancora non è. Sì. Ognuno ha i suoi motivi. Forse, la felicità è tra quei misteri di cui si comprende la natura, di cui si scoprono i tratti, di cui vengono illuminati i punti oscuri, solo quando è passata. Quando è finita. Come un tifone: arriva, travolge, cambia, scuote equilibri… e passa. E solo dopo, se ne possono contare gli effetti. Calcolarne i danni. Constatarne l’intensità. Così, anche lei. Questa felicità tanto desiderata. O tanto sconosciuta. Chissà, magari ci è accanto ma ci siamo abituati al suo profumo e non la consideriamo più. Forse dimora silenziosamente tra le nostre crisi, le nostre lacrime, le nostre domande. Probabilmente è dentro i nostri passi, che non contiamo… a cui non rendiamo senso, a cui non attribuiamo degne partenze, degni arrivi. Dove, come cercarla… Ma soprattutto: spetta a noi cercarla o sta a lei venirci incontro e farsi riconoscere? Ognuno ha la risposta che è riuscito a darsi. In ogni caso: procedere. Sempre. Anche quando scende la sera. Quando cala il silenzio. Quando la stanchezza complica ogni partenza. Quando la strada giusta non corrisponde a quella che il navigatore consiglia. Fate da voi. Facciamo da noi. Procedere. Perché ne vale la pena: fosse anche solo ricerca di felicità. Ma ne vale la pena. Forse non subito, ma con calma sapremo riconoscerla. E ricordarla come qualcosa di nostro. Che niente e nessuno può strapparci. Proprio perché è passata. Proprio perché non ci siamo resi conto di viverla, abbiamo permesso alla felicità di riempirci. E farci sapere che esiste. Se è accaduto, può riaccadere. Se siamo stati felici, potremo tornare ad esserlo.

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    • La felicità: è nella totale assenza della percezione di sé come assenza; è anche questo, non solo questo. Dimentico di sé è chi non fatica a essere. Immagino l’obiezione: non è felicità, questa, è al più atarassia. Forse. Allora la felicità è attiva presenza del bene. Del bene desiderato. La felicità è, in tal caso, il compimento di un desiderio…
      La felicità: interroghiamo la felicità…
      Grazie.

      G. B.

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