Per & Diviso

L’immaginazione non ha limiti. Tutto può e nulla la frena, nel bene e nel male.

Immaginiamo una società ecologica della moltiplicazione. Della moltiplicazione di quelli che usano la bicicletta e vanno a piedi; di quelli che mangiano molta più verdura e di quelli che non giocano più alle slot; di quelli che non fumano più e smettono per sempre di scommettere; di quelli che fanno per bene la raccolta differenziata e non usano le stoviglie di plastica; di quelli che non buttano pesticidi nei loro orti e di quelli che non abusano del cemento, delle droghe, degli altri e di sé.

Moltiplicare il pane significa non buttarne via. Immagino una moltiplicazione del pane donato. Immagino una moltiplicazione di quelli che hanno cuore nel lavoro, testa nelle relazioni, cuore e testa nell’amore.

Immagino una moltiplicazione di quelli che si fanno la torta in casa e di quelli che non mangiano merendine industriali a base di nulla di buono. Immagino una moltiplicazione di chi pianta fiori, dona alberi, prende in prestito libri e compra libri da donare a chi li presterà a sua volta.

Immagino una moltiplicazione di sorrisi sinceri.

Per ogni moltiplicazione, poi, valga una divisione. Dividiamo, fino quasi allo zero, maltrattamenti e truffe. Dividiamo, fino quasi allo zero, insulti e aggressioni.

Auspico una divisione di quelli che uccidono animali e una moltiplicazione di quelli che onorano la Terra.

Auspico una moltiplicazione delle opportunità e dei diritti, una moltiplicazione dei giardini fioriti e una netta divisione dei parcheggi. Che ciascuno moltiplichi i suoi ingressi nei musei e divida le ore trascorse davanti al pc.

Moltiplichiamo il nostro impegno, dividiamo l’ansia. Condividiamo le possibilità e le molteplici azioni in nostro potere. Cominciando ora.

G. B.

bici

Foto: dal Web

Fama?

Questo tempo presente concedilo a te stesso. Chi preferisce inseguire una fama presso i posteri non calcola che i posteri saranno altri uomini dello stesso stampo di quelli attuali, che egli non regge; e che anche i posteri saranno mortali. Insomma, che ti importa che un domani quelli accompagnino il tuo nome con determinate espressioni o abbiano una determinata opinione su di te?                Marco Aurelio

Fame di fama. Desiderio di fama. Voglia di fama. Affamati, siamo affamati: di fama. Quando sarò famoso, allora tutto cambierà: potrò vendicarmi della tua insoddisfazione.

Quando sarò famoso, allora smetteranno di ridere di me. Quando sarò famoso, allora gli dirò cosa io  pensi di lui.

Davvero?
Digli, ora, cosa pensi di lui. Vali? Lo sai e lo sanno anche adesso: sebbene tu non sia famoso. Che vuol dire essere famosi? Che il tuo nome passi di bocca in bocca non dice nulla; passa di bocca in bocca anche il nome di “Bocca di Rosa” – la cui fama è condanna, per gli ipocriti.

Piuttosto asseconda il tuo talento. Se scrivi, fai leggere quello che scrivi. Se impasti, fai assaggiare il tuo pane. Se coltivi, dona i tuoi fiori e le tue primizie. Se insegni, fai gioire i tuoi allievi.

Sii te stesso. Sii te stessa. Sii ciò che sei e diventa chi sei, come volle Nietzsche.

Non attendere la fama. Potrebbe non giungere. Non attendere la gloria. Potrebbe non fiorire.

Non pronunciare invano il tuo nome. Piuttosto chiama chi sei.

Fai con dignità. Sii semplice. Fai parlare le tue azioni. Agisci. Quel che sei è la tua migliore testimonianza.

G. B.

Foto: dal Web

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