Come luna d’estate

Il silenzio ci coglie impreparati; è come una falce di luna estiva, come pianeti d’argento e mercurio, come cieli nel nero solstizio d’estate rimirati senza respiro: sono là da sempre e ci sorprendono ogni volta.

Il silenzio – quiete delle lusinghe e delle disonestà, sosta dei propositi, malinconia del riposo – ci sorprende e ci lascia soli con i suoi silenzi: enormi racconti mai detti, che nascondiamo con protervia per apparire forti.

Quanta paura v’è, in noi, del silenzio? Quasi fosse una catastrofe del volere, mentre è sosta dalla presunzione di potere tutto e di aver fatto il possibile; abbiamo solo bisogno di silenzio, di tenerezza, di ascolto; e forse di cominciare di nuovo, da qualche parte.

Tacere è necessario. Ci accade. Senza parole ci sembra di non avere desideri. Invece sono i desideri che, tacendo, denunciano le falsità che abbiamo commesso dichiarandoli per poi tradirli di continuo.

Aver sognato quel che si è desiderato. Non aver fatto quel che si è sognato. Infine, desiderare quel che non si è fatto.

È andata così?

G. B.

cielo-stellato