Trasformazione 5

Sai di non aver terminato il tuo cambiamento. Lo si sa sempre, in questi casi. Ti hanno posto la scelta, più volte, tra l’essere e l’avere. Vorresti rispondere loro, senza esitazioni: sii il tuo avere, abbi il tuo essere.

Ne usciresti indenne e vittorioso. Fosse semplice, però, non dovresti neppure porre a te stesso il dilemma. Ti basterebbe essere il tuo avere e avere il tuo essere.

Le domande non si dissolvono; i dilemmi non scompaiono. Riappaiono, differiti e a distanza di decenni, in altre forme – nelle sembianze che assume, per tuo tramite, il tempo.

I tuoi dilemmi di figlio sono, oggi, i tuoi rovelli di padre. Quel che facesti non sai più come fare a sostenere.

Ecco tutto: si tratta di risolvere oggi i quesiti di ieri. Senza alcuna esperienza, né allora né ora, di quel che significa essere quel che si è stati o quel che si sarà, dal momento che di volta in volta si è solo quel che si è, in perfetta ignoranza di passato e futuro, in piena cecità, in piena debolezza, aprendo lo sguardo poco alla volta; temendo di fallire, ora come allora, per non essere in grado di avere una visione più ampia. Non è in gioco la “scialba ragione”; non solo quella almeno. In questione è il tuo intero essere.

Di nuovo, il mutamento esige un abbandono. L’abbandono di ogni indugio, di ogni peso incessante, di ogni inferma verità.

Vorresti essere altro, e non puoi. Vorresti essere un altro, ma non vuoi se non essendo te stesso di nuovo. Ti muovi nella notte dello spirito. Rallenti. Fino quasi a fermarti.

La crisi: eccola qui. Non altro se non perdita di senso, perdita di scopo, perdita di interessi, perdita di volontà. Che fare, chi essere, come agire?

Non un farmaco né una sola parola possono salvarti. Ci vorrebbero ambrosia e poemi – e non basterebbero neppure.

Ci vuole amore in dosi illimitate, senza condizioni, tanto forte da abbracciare i mari, tanto solido da frenare le tempeste.

La parola che cerchi, senza neppure avvedertene, è amore. Non fosse che ami come hai imparato. Tutti amano come sono stati amati. E talvolta non basta né è forte, un simile amore. Spesso conosciamo soltanto un amore capriccioso, incostante, incerto. Oppure un amore fatto di possesso, concessione, alterigia.

Per trasformarsi occorre imparare ad amare. Amare come si ama tra amanti divini. Con distacco ma senza sciatteria. Con libertà ma senza arbitrio. Con forza ma senza violenza. Con passione ma senza dominio…

Il mutamento esige amore. Che tu voglia amare. Che tu torni ad amare te stesso. O che, addirittura, tu lo faccia per la prima volta…

Giovanni Bongo

cielo-stellato

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