Doppia Vita

L’albero esiste. Non fa. È quel che è. L’uomo fa. È homo faber, homo sapiens, homo consumens; oppure non è più, smette di esistere, se mentre agisce smette di essere.

Vivi di vita doppia? Ti sdoppi? Sogni e non agisci? Speri e non realizzi? Ti atteggi ma non sei? Hai l’attrezzatura tecnica, con la quale ti inoltri nei boschi, ma non sei un montanaro?

Sappi che il montanaro ha i suoi scarponi, certo, ma più di frequente indossa i mocassini, gli stessi con i quali tu andresti in banca e non sul sentiero.

Hai la tua doppia vita, sdoppiata? Hai Il tuo buon lavoro, dal quale fuggi tutte le volte che puoi e col quale ti identifichi tutte le volte che parli di te? Oppure hai i tuoi assilli per il lavoro che manca? Hai angosce dalle quali fuggi tutte le volte che puoi e alle quali torni tutte le volte che devi?

La vacanza segnala il tuo dispiacere costante? Non ti riesce di avere vita multiforme, cangiante, mutevole: vita che è vita?

Il posto fisso, l’occupazione a tempo indeterminato, la ricerca del tempo indeterminato (che è tempo inesorabilmente perduto): tutto ti spinge a inoltrarti nei boschi; ma sai che tornerai, dovrai farlo, ai godimenti della tua civiltà senza desideri?

Hai vita doppia? Riunisciti! Unisciti a te stesso. Amati.

Osserva gli alberi. Gli alberi esistono. Il bosco esiste: silenzioso di un silenzio pieno, che non è assenza né angoscia ma è silenzio vivente.

Prova ad esistere. Ora, oggi, qui, senza pensare troppo alle conseguenze del tuo essere quel che ti riesce di essere quando decidi di essere. Quando cammini, fallo in silenzio. Esisti! Resta in silenzio. Esisti. Riunisciti. Cambia, per non doverti sdoppiare.

G. B.

montioggi