Crisalide

Non ci sto più. Insieme a me. Non guardo nubi, no, lassù. Guardo dritto a terra, giù.

Non ci sto più, io chi sono, e tu? La rima è gioco per fare leggere domande pesanti.

Non ci sto più, non ci stai più, non ci stiamo più?

Non sai più cosa significhi dire: salve, mi presento, sono tizio e faccio questo?

Non ci sto più: non è che mi opponga, anzi, non faccio nessuna resistenza – non ci sto più nel senso che non occupo più me stesso. Ecco, direi che sono distratto. La maschera è caduta, è vuota? Il volto è di nuovo mio?

Il volto senza maschera: ovvero la persona che smette di essere tale.

Ecco, non ci sto più. Ho fatto per anni questa cosa, per anni ho pensato di volerla fare; a un tratto no, non mi dà più piacere, non ha senso, non ha significato.

Non ci sto più: smascherato. Tana libera tutti…

 

Pensa se lo facessimo tutti: il poliziotto che voleva fare il fioraio; il bancario che voleva aprirsi un bar; il barista che voleva fare il barbiere.

Pensa al poeta che deve insegnare; all’insegnante che voleva navigare; al marinaio che voleva restare; pensa al medico figlio di papà – che sognava di aprire un vivaio senza papà tra le radici.

Pensa al rivoluzionario inchiodato a fare il segretario di partito – mai partito per fare la rivoluzione né per suonare, semplicemente, in un gruppo rock e stare ogni notte con una ragazza diversa, altro che dieci.

Pensa a quella ragazza che voleva ballare ed ora è nonna e sta su due punte per non svegliare i nipoti.

La manager di successo – macché, sua madre la faceva sentire sempre maldestra: chi è?

Il direttore commerciale – con una passione per l’eros: chi è?

Ognuno a fare altro per poter dire di aver fatto qualcosa: entropia di corpi sprecati, spremuti, sfruttati, schiacciati. Un’altra dimensione della crisi dell’Occidente, ovvero dell’intero mondo, che nessuno racconta.

Siamo più ricchi di 100 anni fa; lavoriamo ancora sodo, però, tante ore di sonno perso, di sogni repressi, di famiglie sfasciate, di amori spezzati: tanto rumore per nulla, per cosa di diverso dalla fatica di sempre e dalle repressioni di sempre?

La domanda di Platone era: che cos’è? Ora ti chiedono: tu che fai? Se sono un po’ più chic: di cosa ti occupi?

Occupato, non occupato, disoccupato, parzialmente occupato, precario, a tempo determinato, a tempo indeterminato, fine pena mai, finché morte non ci separi, finché c’è vita c’è speranza; la cosa preoccupante è che quasi nessuno si occupa di un bel niente di importante: né di sé, né del cielo, né del mare, né di nulla di ciò che è essenziale…

Ci vuole un fiore. Basta guardare un fiore per capire com’è semplice il complesso del mondo.

La crisalide vive per starsene un po’ su di un fiore. Di cosa si occupa? Del vento che ci accarezza ancora e ancora i capelli; del vento che non sentiamo neppure. Siamo troppo occupati…

G. B.

 

 

2 thoughts on “Crisalide

  1. La verità è che non ci sta capendo più niente. A chi le chiede come sta, dice di non sapere in che stato si trova, ma è solo il suo modo di tergiversare, per non dire. Per non dire che si è persa. Si è persa, nel senso che ha perduto una parte di sé. O almeno, questo è arrivata a credere. Una spiegazione, bisogna pur trovarla. Solo quella: tutto il resto, è confusione. Partire? Perché no. C’è sempre un treno che parte e magari, se salisse ora su un treno, troverebbe libero un posto accanto al finestrino, quelli che preferisce lei. Una destinazione vale l’altra: purché sia altrove. Un lavoro vale l’altro: purché la tenga impegnata e purché ravvivi in lei quella voglia di imparare, di fare, di crescere. Potrebbe iniziare, potrebbe azzardare, potrebbe tentare: tutto è preferibile all’immobilità. Tutto è preferibile a quella calma, a quella finta calma, che le fa paura. Tutto è preferibile a questo. E ne parla per ore con lei, amica di una vita, all’interno di una macchina che non è sufficientemente grande per contenere le sue paure e le sue stanchezza e le utopie alle quali si aggrappa. E rilegge per l’ennesima volta quel libro, caricandolo di altri aloni di grosse lacrime che ne bagnano le pagine, nelle quali cerca una risposta, o un indizio. Si è persa, non si ritrova né nel suo curriculum né nei suoi sogni più grandi, più importanti.

    Le sembra di procedere per inerzia, per forza di cose, perché lo prevede la legge di gravità. Come una pallina posta su un piano inclinato…

    "Mi piace"

    • Scrisse Nietzsche: “Quel che facciamo non è mai compreso, ma sempre soltanto lodato e biasimato”. Ho aperto con tale frase il mio curriculum. Sempre richiesto è il curriculum, specie a chi ha un curriculum esorbitante; come se fossimo tenuti, ogni volta, a confermare quel che siamo in grado di fare. Il curriculum in tal modo cresce a dismisura, tanto che qualcuno lo scambia per la vita stessa. Eppure il motto dice che la mappa non è il territorio. Sulla mappa non trovo le pietre del sentiero. Né posso disegnare una mappa tanto dettagliata da contenere un bosco, dei faggi, animali, ruscelli, sassi.

      Di là da ciò, “siamo sempre soltanto lodati e biasimati”. Compresi, come una stadera in equilibrio o come piatti della bilancia paralleli al suolo, pare che non siamo mai.

      Lodati e biasimati: giudizio applicato con zelo perturbante; cosa diciamo, perché lo abbiamo fatto: solo questo interessa?

      Dunque è buona regola lasciare gli stazzi, salpare, levar le tende, allontanarsi per un po’ – tutte le volte che il nostro spirito ne ha voglia.

      Le domande che ti sentirai fare saranno: Le responsabilità? Quando metterai radici e la testa a posto? Quando farei chiarezza in te stessa?

      La chiarezza, per l’appunto, richiede luce – e un grande respiro.
      Se dove stiamo ci manca la luce? Se dove stiamo ci si accorcia il respiro? Che dobbiamo fare in simili condizioni?

      Detto tra noi: vivere che significa? Siamo nati (oggi sì, si festeggia la Nascita) per cosa?

      Vai dove vuoi, sia se può esserti utile a tornare, sia se può giovarti ad andare e basta; ma per la tua felicità e solo per quella…

      Grazie.

      G. B.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...