Ai figli 6

Vorrei essere Tempo. Per fermarmi, guardarti, assistere al prodigio della tua presenza e compiacermi di averti parzialmente costituito. Vorrei essere Tempo. Non trascorrere più. Tenere in grembo il tuo respiro, tutti i tempi, gli amori, le occasioni perfette, i tuoi sogni e ogni parola che non dici. Vorrei essere Tempo. Cullarti, mostrarti ciò che ho conosciuto, insegnarti i miei errori, presentarti chi ho amato (e perduto) nel Tempo. Vorrei essere Tempo. Dire a ogni epoca il tuo nome. Mostrare i tuoi occhi all’intero mondo. Sentire la piena fierezza che non ho saputo mostrare a me neppure per me stesso.

Vorrei essere Tempo. Non temere più il mio passaggio. Non temere la morte. Scegliere le occasioni migliori, vagare avanti e indietro (se necessario) e anche in tutte le altre dimensioni non previste dalla fisica dei mortali. Vorrei renderti intoccabile, vorrei renderti l’eternità.

Vorrei essere Tempo. Vederti crescere senza che tu perda la tua infanzia. Vederti maturare senza che tu perda la tua giovinezza. Farti essere sempre e ovunque ciò che sei e sarai (bambino, giovane, adulto) senza privarti di alcuna libertà. Vorrei essere Tempo: non invecchiare, non separarci, dire sempre e non assistere alla decadenza di questo patetico avverbio per involontaria necessità. Dunque, vorrei essere Spazio, alterare il Cosmo, il corso inesorabile delle cose.

Vorrei essere Tempo. Non vederti invecchiare, sfiorire e cedere. Vorrei essere Tempo (impossibile, vero?) per preservarti da me.

G. B.