Camminare 34 (o del vero amore)

Il vento sferzava l’altipiano. Il pellegrino camminava da ore ed era come afflitto, non stanco bensì estenuato da un dolore inspiegabile. Ricordava i suoi amori perduti e gli sembrò di dover correre da qualche parte, per fuggire o per cercare.

Quando vide in lontananza il convento, allungò il passo e lo raggiunse smanioso. All’ingresso, tirò la catenella e fece vibrare una piccola campana di bronzo. Aprì la piccola porta in legno di quercia un novizio, un giovane magro dal sorriso dolcissimo, che lo fece entrare senza nulla chiedere.

Il pellegrino voleva incontrare il priore, un monaco di cui aveva sentito parlare tempo prima. Si trattava di un saggio, gli avevano detto, molto sensibile ai temi del cuore.

Seduto al centro del chiostro di quel nudo monastero, il monaco lo fece avvicinare con un cenno della mano e gli offrì dell’acqua. Poi sorrise e lo invitò a parlare. Il pellegrino gli si accostò con rispetto e disse: Buongiorno, saggio uomo, ho voluto incontrarti per chiederti come sia possibile che un grande amore possa tramutarsi in odio… Di tutti i misteri del cielo e della terra questo è il solo che riesca a togliermi il respiro! 

Il monaco alzò la testa e fissò il pellegrino negli occhi. Aveva gli occhi lucidi come se quella domanda gli avesse fatto ricordare qualcosa di dolente. Dopo qualche minuto rispose: Di tutte le cose che ho visto, ascoltato e forse compreso nella mia lunga vita, tale dilemma è l’unico che tolga il respiro anche a me. Io non so rispondere chiaramente, viandante, se non con le parole che ho dovuto dire a me stesso, molto tempo fa. Chi ama tradisce il suo amore se ha paura di scoprire le verità che respinge, se è superbo fino a non ammettere i suoi errori, se pretende di possedere l’oggetto del suo amore, se attribuisce a un altro i suoi stessi fallimenti e se vuole plasmare un altro a sua immagine. Ama davvero, invece, chi non cerca in un altro la perfezione che gli manca, chi non teme di essere deluso e ammette che ogni uomo è destinato ad almeno un fallimento, chi riconosce che nulla dipende soltanto dalla umana volontà. Ama chi perdona sé stesso fino a rispettare gli altri.

Il pellegrino abbracciò l’eremita e uscì di corsa dal convento. Riprese il cammino. Ora, piangendo sulla pietraia, era certo di aver sempre meritato, proprio quando l’aveva perduto nell’odio, un vero amore.

Giovanni Bongo