Dalle vette

Il viandante, ormai provato da un viaggio interminabile, guardò dietro di sé. Aveva lasciato le cime.

Disse a sé stesso, scendendo: la terra presso la quale dimoro è priva di montagne. Vi si spengono gli Appennini. Diventano simili alle onde residue di una tempesta ridotta a spume. Stava così ragionando quando incontrò lo sguardo di un altro viandante, che gli disse, senza troppi sforzi, tre cose semplici: vivi dove desidera dimorare il tuo cuore! Fa’ che i tuoi amici alimentino i tuoi sogni, non le tue paure, ed evita accuratamente gli avari! Ama senza calcolo e scegli una sposa che ti sappia sussurrare che l’amore non è una responsabilità interamente a tuo carico.

Finito di dire, l’altro viandante lo salutò dolcemente, prima di prendere di nuovo un sentiero destinato alle vette

Fu al risveglio che il viandante si rese conto di aver sognato. Aveva compreso da un sogno di dover mutare desiderio.

G. B.

Senza peso terrestre

Bussa alla porta della notte. Guarda le stelle. Cos’è l’estate se non un viaggio a ritroso, alle origini della propria origine notturna? L’aria calda della notte è pura nostalgia. Puoi avvederti, in un solo istante di quiete, di essere tutto il tuo tempo fin dall’inizio del tempo. Sosta nella notte, ascolta il suo silenzio, scruta il cielo. Vedrai svanire i falsi bisogni e tutte le vaghe intenzioni. Scoprirai di essere felice così, tra lenzuola fresche di brezza terrestre e con propositi, e ricordi, senza più peso terrestre.

G. B.