La perdita

Ho perduto l’oriente e l’occidente. Non seguo più il passaggio del sole, lo anticipo nei suoi tratteggi, perché ho paura di smarrire anche un solo momento, uno soltanto, e di arrivare a cose fatte – tardi. Credete che si possa pesare il rimpianto ? Conoscete una misura che dia conto delle perdite subite? Conoscete il tempo necessario a elaborare un dolore? Il tempo non si nasconde a se stesso e ci rivela a noi stessi: ci vuole tempo per conquistarsi. Ho smarrito l’oriente e l’occidente, non il mio cuore.

Amen.

G. B.

Sorgono dubbi

Vi viene voglia di giudicare? Io non ho più voglia di giudicare. Parlo sempre meno dei difetti altrui perché ho silenzi sempre più profondi da dedicare a me stesso. Vi viene voglia di definire? Io non ho più voglia di definire. Descrivo con tratto leggero e ammetto ogni possibilità: forse la realtà è superiore alla vostra immodesta immaginazione. Vi viene voglia di deridere? Avvertite il ridicolo in voi e lo respingete, ecco tutto. Vi viene voglia di punire? Avete bisogno di amore!

Amen.

G. B.

12 02 2022

La luce dei tuoi occhi scuri rischiara ogni mia esitazione. Sei giunto in una notte di vento, quasi a giorno nascente, e mi hai precocemente sorriso – dicono che non sia possibile. Ricordo ogni fatto.

Mi sorridi con dolcezza quando aspetti di vedermi. Oppure mi affronti coni sguardo severo quando sei amareggiato e resti in silenzio. Mi racconti i tuoi segreti quando non ti faccio domande. Hai una serietà naturale – che mi fa da specchio. Sei discreto. Ti sottrai quando potresti farti spazio. Sei elegante senza affettazione. Sei pensoso. Hai reso orgogliosa chi ti ha amato fino all’ultimo respiro: ti chiamava principe. Principio di una vita per me nuova, potrei descriverti ma preferisco scoprirti.
Sii gentile con chi è fragile e non farti ingannare dagli ipocriti. Diventa esattamente chi sei tu e come tu vuoi.
Con amore. Papà.

G. B.

Silenzio 68

Dovrai armarti di pazienza. Dovrai amarti – di pazienza. Chiedi in modo nuovo, fatti sorprendere dalle tue domande, non dare consigli (che sono utili soltanto a te) e accogli lo scandalo. Offri ascolto. Non rinunciare alla tua profondità, ma rinuncia a sprofondare. Ricorda che ognuno vive come gli è possibile fare, pertanto sii gentile con chi fa fatica a vivere secondo la tua intransigenza.
Fai tutto il bene che puoi, ma in silenzio.

Amen.

G. B.

Vipassana 3

Oh, le illusioni. Credere che bastino l’impegno e il talento, che il successo giungerà e che la giustizia trionferà. Affannarsi per rare soddisfazioni condizionate. Fare del male, in vita, per poi capire, in morte, di non poter rimediare. Voler avere ragione senza ragionare. Pensare che un instabile punto di vista sia la Verità. Voler vincere o, pur di vincere, coltivare il torto, così da trionfare nella degradazione.
Parlare per aprire bocca, non per aiutare. Ascoltare pochissimo. Giudicare sempre. Giustificare ogni prepotenza fatta. Pregare divinità più crudeli di noi. Infine, dopo una sciagura, dire di aver compreso – ma solo per poche ore. Il Tempo non dà tempo.

G. B.

Vipassana 2

È arrivata la paura, oggi? Ha spezzato il tuo sonno, interrotto i tuoi sogni? Cosa ti ha fatto? Pensaci bene. È attaccamento alle tue avversioni? È avversione verso i tuoi attaccamenti? O è la tua comoda trappola?

Cosa temi? Il mutuo? La carriera? Le rughe? La pressione arteriosa? Il passato che non tornerà? Il futuro che non è arrivato?

Osserva la paura. È tua. È il tuo specchio. Parla di te. Di come ti hanno trattato. Di quello che hai concesso di fare ai tuoi simili. Delle tue rinunce. Della tua viltà. La tua paura è rabbia. È la giustizia che non ti sei dato. È pronta ad esplodere per una sciocchezza.

Aiuteresti un anziano a portare i suoi pesi? Faresti piangere un bambino?

Smetti, dunque, di controllare l’ordine dei tuoi scaffali e non comprare altre scarpe. Abbandona le tue manie  e accogli i tuoi pensieri molesti. Resta in silenzio, respira. Dura tutto un attimo. Stai nei tuoi istanti. Abbi pietà di te.

G. B.