La verità

La verità affatica. Non è una ostensione, è un’immersione. Non è un elenco, è un dettaglio. Soprattutto, la verità è fare con due cuori almeno. È condividere, curare, attraversare, salire, scendere, indicare e salire ancora ad aprire passi.

Non usare la verità, accoglila!
Chi te la chiede, non può farne un ricatto! Se la offri, non darle un prezzo!

La verità è libera, altrimenti è menzogna.

G. B.

Ai figli 8

Foste figli. Perdevate tempo, sudando e gridando no a chi consigliava virtù lontane dai vostri sogni. Fuggivate lontano negli ampi deserti dei vostri desideri, in cerca di acqua e di boschi. Volevate ridere. Volevate un motivo serio per un gioco cosmico chiamato Vita. Siete stati delusi, feriti, colpiti? Ricordate, dunque, chi siete stati millenni fa. Sorridete e fate sorridere i vostri figli. Non date loro presunte colpe, offrite loro saggezza. Parlategli con lingua onesta. Mostrate vero amore, testimoniatelo con ogni gesto. Accompagnate i loro passi. Siate sempre figli di voi stessi: così diventerete madri e padri degni del nome.

G. B.

Silenzio 17

Parla, con chiarezza. Di’ quello che senti. A te stesso e agli altri. Ricorda che se un buon silenzio dice l’essenziale, un cattivo silenzio tace il necessario. Non omettere, fai germinare.

Se temi che rivelarti ti esponga a rifiuti e a insulti, considera che tacere ti espone alla certezza dell’ipocrisia. L’approvazione altrui dipende dagli altri, l’ipocrisia dipende da te. Pertanto, corri il rischio di essere respinto, lascia agli altri la responsabilità della loro insensibilità e cura, invece, la tua sincerità. Parla ogni volta che lo consideri vitale per te. Non risparmiarti.

Racconta a chi ami che l’ami; fai capire a chi desideri che provi desiderio; chiarisci cosa temi (e se soffri) a chi ha i mezzi per aiutarti; narra cosa immagini a chi può comprendere i tuoi sogni mancati, fai notare la tua sofferenza a chi ti ha mancato di rispetto.

Rivela chi sei. In una vita hai una sola possibilità di dire, di volta in volta, quel che è vivo – in te.

G. B.

Supermarket 2

C’è chi dipende dallo shopping, chi dipende dall’auto, chi dal sesso; chi dipende dai parenti, chi dipende dai dirigenti, chi dal denaro, chi dal potere, chi dal fare e chi dall’avere. C’è chi dipende dalla casa, chi dalle pulizie di casa, chi dalle ristrutturazioni di casa, chi dalla moda, chi dal giudizio (proprio o altrui), chi dal pettegolezzo, chi dal vizio, chi dal vezzo.

C’è chi dipende dal lavoro, chi dalle scelte sbagliate, chi dalle scelte non fatte, chi dalle scelte da fare. C’è chi dipende dal successo, chi dal successo che non è ancora arrivato, chi dalla notorietà non voluta, chi dalla solitudine ricercata.

C’è chi dipende dal Signore, chi dipende dall’Amore, chi dipende dal furore & chi dall’adrenalina. C’è chi dipende dai pranzi in famiglia, chi dalla Famiglia, chi dal passato, chi dal passato che non passa mai.

C’è chi dipende dal partner, chi dalla preghiera, chi dalla meditazione, chi dalle droghe, chi dipende dal cibo sano, chi dal cibo insano, chi dai dolci industriali, chi dal salato seriale, chi dagli alcolici da bar, chi dal bar & chi dal tabacco.

C’è chi dipende dal porno, chi dal ritorno, chi dipende dagli altri & chi da se stesso. C’è chi dipende da Nessuno, chi da Qualcuno, chi dal politico di turno, chi dalla farmacia di turno, chi dal maître à penser & chi dal prêt-à-porter.

C’è chi dipende dai social, chi dai selfie, chi dal sushi, chi dai succhi. C’è chi dipende dall’euro, chi dagli psicofarmaci, chi dalla fretta & chi dalla lentezza.

C’è chi dipende dal divano, chi dalle scommesse, chi dal mare, chi dalla montagna, chi dal metano.

C’è poi chi non dipende affatto, libero e libera ogni ora, e dipende semmai dalla sua fiera indipendenza!

Tu, sei libera o sei libero stasera?

G. B.

Yehōchānān

Uomo, che mangi miele e locuste. Uomo, che battezzi nell’acqua di un fiume e nel fuoco delle tue parole. Uomo, che predici il futuro e predichi giustizia. Uomo, benedetto da Dio e detestato dai corrotti. Uomo, che cammini e non conosci tregua. Uomo, che ami e attendi il Maestro. Uomo, che sai scrutare i cieli del deserto. Uomo, che sudi e tremi nel deserto. Uomo, il tuo nome è il mio nome. Io sono il mio nome e finalmente chiamo ogni cosa con il suo nome. So cos’è l’ipocrisia, riconosco la solitudine, valuto il dono, soppeso i giudizi, rendo grazie alla bontà, ho tenerezza per chi mi ha dato e mi ha tolto con simile gesto, ho pietà per i fragili e posso abbandonare i bugiardi alle loro millanterie.

È notte, cammino, sento che il mio nome è il mio impegno. Con me stesso. Con la mia essenza. È giorno. Avverto la fragilità del mio tempo. Avverto la presenza di chi vorrei fosse ancora al mio fianco. Di chi è ora al mio fianco. Di chi sarà al mio fianco. Di quello che resta da fare.

Così sia.

Giovanni Bongo

Silenzio 10

Non parlare più di te finché non sarai accolto dalla grazia e dall’ascolto.
Evita la compagnia degli ipocriti, degli adulatori, dei pavidi. Non intraprendere impresa alcuna con chi ti  attribuisce i suoi stessi limiti. Non vivere con chi alimenta soltanto il tuo rammarico e mai nutre il tuo amor proprio. Non giudicare chi ti giudica, fa’ che sia lontano da te. Se meriti più di quanto ti è stato riconosciuto, riconosci quello che hai sottratto a te stesso. Così sia.

G. B.